CIS Puglia, Codice Identificativo Struttura

La lotta agli affitti abusivi (e alle truffe delle case vacanze) in Puglia passa attraverso il Codice CIS. Di cosa parliamo? È presto detto.
La Giunta Regionale della Puglia ha disposto l'attuazione delle procedure amministrative per l'istituzione e la gestione del Registro regionale delle Strutture ricettive non alberghiere, previsto da una legge regionale del 2018. Si procede, dunque.
Non solo. Dal 1 giugno 2020 bisogna indicare e pubblicare, per ogni singola unità ricettiva pubblicizzata, il Codice identificativo di struttura (CIS). E per chi non rispetta le regole? Multe salate.

Affitti turistici: Ecco cos'è il Codice CIS

L'attuazione della legge regionale n. 57/2018, integrativa della precedente legge n. 49/2017, a detta di Federalberghi farà emergere tutti i turisti fantasma non contemplati dalle statistiche ufficiali, gestiti in particolare da Airbnb. Non sarebbero pochi: secondo i dati di Pugliapromozione, per 1 turista censito ve ne sono 6 che arrivano in nero. Milioni di persone.

Il Codice identificativo di struttura va indicato da tutti i soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare e affitto breve, che gestiscono portali telematici. Dove? Su ognuno dei vari strumenti di pubblicità, promozione e vendita. Le funzioni di vigilanza, controllo e irrogazioni delle multe spettano ai Comuni.

Cosa cambia con il CIS?

Il provvedimento n. 22 del 13.01.2020, che disciplina le modalità attuative e di gestione del Registro Regionale delle strutture ricettive non alberghiere, stabilisce che la pubblicità, la promozione e la commercializzazione dell’offerta delle strutture non alberghiere, con scritti o stampati o supporti digitali e con qualsiasi altro mezzo utilizzato, devono indicare il Codice Identificativo di Struttura (CIS) di ogni singola unità ricettiva.

Le agenzie di affitti per vacanze in Puglia, nonché tutti i soggetti intermediari compresi i portali telematici, devono obbligatoriamente pubblicare il CIS su tutti gli strumenti utilizzati per la promozione delle strutture ricettive.

Perché è stato istituito il CIS in Puglia

Secondo i dati forniti dalla Guardia di Finanza, una casa vacanza su due viene locata a nero. Una fotografia non solo pugliese, ma nazionale, sconfortante per chi invece si occupa di affitti case vacanze in Puglia nel rispetto delle leggi.

Si pensi che da dicembre 2018 ad agosto 2019, Airbnb registrava in Puglia 40.481 alloggi disponibili, circa l'88 per cento in più rispetto agli alloggi messi a mercato dal colosso americano dell'homesharing appena due anni prima. Un “sommerso turistico” di oltre 160.000 camere e un fatturato maggioritario (50/60%) dell’intera economia turistica pugliese.

L’adozione del CIS diventa uno strumento di particolare importanza poiché consente di monitorare l’attività delle piattaforme digitali e degli OTA. La Puglia dunque lavora per garantire a tutti gli attori dell’ospitalità di operare in un’ottica di assoluta e sana concorrenza.

Per saperne di più: ecco il testo della legge regionale 17 dicembre 2018 n. 57

Integrazione alla legge regionale 1 dicembre 2017, n. 49 (Disciplina della comunicazione dei prezzi e dei servizi delle strutture turistiche ricettive nonché delle attività turistiche ricettive ad uso pubblico gestite in regime di concessione e della rilevazione dei dati sul movimento turistico a fini statistici)
Il Consiglio regionale ha approvato la seguente legge:
Art. 1 Integrazioni alla legge regionale 1 dicembre 2017, n. 49
Dopo il capo II della legge regionale 1 dicembre 2017, n. 49 (Disciplina della comunicazione dei prezzi e dei servizi delle strutture turistiche ricettive nonché delle attività turistiche ricettive ad uso pubblico gestite in regime di concessione e della rilevazione dei dati sul movimento turistico a fini statistici), è inserito il seguente:
“Capo II bis. Registro regionale delle strutture ricettive non alberghiere

  • Art. 10 bis. Soggetti destinatari
  1. Sono soggetti alle disposizioni del presente capo tutte le strutture turistiche ricettive non alberghiere tra cui sono compresi gli alloggi o le porzioni di alloggi dati in locazione per finalità turistiche ai sensi della legge 9 dicembre 1998, n. 431 (Disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativo).
  2. Le locazioni turistiche sono gli alloggi dati in locazione, in tutto o in parte, per finalità esclusivamente turistiche ai sensi dell'articolo 1, comma 2, lettera c), della l. 431/1998, e sono strutture ricettive non alberghiere alle quali si applicano solo le disposizioni di cui al presente capo.
  • Art. 10 ter. Istituzione registro regionale delle strutture ricettive non alberghiere
  1. Al fine della conoscenza dell'offerta turistica regionale è istituito il Registro regionale delle strutture ricettive non alberghiere che attribuisce il “Codice identificativo di struttura” (CIS).
  2. Con deliberazione, da adottarsi entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore delle presenti disposizioni, la Giunta regionale disciplina le modalità attuative e di gestione del Registro regionale delle strutture ricettive non alberghiere.
  • Art. 10 quater. Codice identificativo di struttura (CIS)
  1. Al fine di semplificare i controlli da parte delle autorità competenti, la pubblicità, la promozione e la commercializzazione dell'offerta delle strutture non alberghiere, con scritti o stampati o supporti digitali e con qualsiasi altro mezzo all'uopo utilizzato, devono indicare apposito codice identificativo di struttura (CIS) di ogni singola unità ricettiva.
  2. I soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare, nonché quelli che gestiscono portali telematici, e che pubblicizzano, promuovono o commercializzano le attività dei soggetti di cui al comma 1 dell’articolo 10 bis., pubblicano il CIS sugli strumenti utilizzati.
  3. Fatta salva l'applicazione delle sanzioni penali o amministrative previste da altre disposizioni di legge, per la violazione delle disposizioni di cui al presente capo si applicano le sanzioni amministrative di cui ai commi 4 e 5.
  4. I soggetti che non ottemperano correttamente all'obbligo di cui al comma 1, ovvero che contravvengono all'obbligo di riportare il CIS o che lo riportano in maniera errata o ingannevole sono soggetti alla sanzione pecuniaria da euro 500 a euro 3.000 per ogni attività pubblicizzata, promossa o commercializzata.
  5. I soggetti che non ottemperano correttamente all'obbligo di cui al comma 2, ovvero che contravvengono all'obbligo di pubblicare il CIS o che lo riportano in maniera errata o ingannevole sono soggetti alla sanzione pecuniaria da euro 250 a euro 1.500 per ogni attività pubblicizzata, promossa o commercializzata.
  • Art. 10 quinquies. Vigilanza e controlli
  1. Le funzioni di vigilanza, di controllo, di contestazione e di irrogazione delle sanzioni amministrative di cui al presente capo sono esercitate dai comuni territorialmente competenti, ferme restando la competenza dell'autorità di pubblica sicurezza e dell'autorità sanitaria nei relativi settori, sia in via autonoma, nell’ambito dei poteri attribuiti dalla vigente legislazione, che su impulso della Sezione regionale competente in materia di turismo.
  2. Al fine di contrastare forme illegali di ospitalità, la Sezione regionale competente in materia di turismo e i comuni territorialmente competenti verificano il rispetto degli obblighi di cui al presente capo, anche attraverso il monitoraggio periodico e la verifica dei dati delle strutture ricettive e delle unità immobiliari offerte in locazione occasionale a fini ricettivi rilevabili attraverso i siti e i canali on-line di promozione e commercializzazione delle strutture e unità immobiliari medesime.
  3. I proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie irrogate dai comuni sono incamerati dagli stessi a titolo di finanziamento delle funzioni svolte.
  • Art. 10 sexties. Decorrenza dell’obbligo di indicazione o pubblicazione del CIS
  1. La data di decorrenza dell’obbligo di indicare o di pubblicare il codice identificativo di struttura (CIS) per ogni singola unità ricettiva pubblicizzata con scritti o stampati o supporti digitali e con qualsiasi altro mezzo all'uopo utilizzato sarà determinata dal provvedimento di cui al comma 2 dell’articolo 10 ter..”.